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Marcello Mariani. Un angelo sulle macerie

Una visione poetica, intensa e anarchica del mondo, una pittura capace di affondare nella materia per restituirne i segni del vissuto e conservarne le tracce drammatiche, cariche di umanità. Voleva “far parlare i muri della sua città” Marcello Mariani, nato nel 1938 a L’ Aquila e vissuto nella città abruzzese fino al 2017. Voleva realizzare opere che possedessero la stessa forza espressiva dei luoghi in cui era radicato e costruiva dipinti come palinsesti, sedimenti di voci, impronte corporee, memorie. Strati di pittura da cui affioravano “forme archetipe”, talvolta percepibili come “presenze angeliche portatrici di un vento di rinnovamento”.

Un dialogo con la vita e la realtà portato avanti attraverso ogni tipo di materiale, che riceve un nuovo impulso dopo il teremoto del 2009. Esperienza estrema, devastante, ma ribaltata dalla sapienza dell’artista in una fase creativa di particolare vigore.

Ad un anno dalla scomparsa, un’esposizione al Complesso del Vittoriano di Roma ripercorre quasi sessant’anni di carriera di Mariani, un lungo tempo durante il quale l'artista si è imposto in ambito internazionale per la costante riflessione sull'eredità della pittura informale, evoluta poi in un linguaggio libero da qualsiasi definizione precostituita. In mostra, anche una selezione dell’ampio reportage fotografico realizzato da Gianni Berengo Gardin nello studio dell’artista prima che venisse distrutto dal sisma, immagini che documentano l'importanza e la profondità del legame dell’artista con la propria terra.

Roma, Complesso del Vittoriano: Marcello Mariani. Il Tempo dell’angelo, 1956-2014, fino al 4 novembre 2018

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