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Mario Schifano raccontato da Maurizio Calvesi

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Mario Schifano (Homs, Libia, 1934 - Roma 1998) per dare un nuovo senso alla pittura e rispondere alla pop art americana, negli anni sessanta propone un azzeramento dell`immagine mediante l`uso di insegne, fotografie, cartelloni e video. Il critico Maurizio Calvesi illustrando la mostra retrospettiva che palazzo Sarcinelli di Conegliano Veneto dedica all'amico Schifano nel 1997, ne ricorda le tappe della carriera: i quadri monocromi e i segnali pubblicitari dei primi anni sessanta, la ripresa del Futurismo nel 1964, il film d`artista del 1966, l'uso della polaroid, l'influenza dei mass-media nella pittura, il ricorso a tecniche e materiali diversi. Negli anni ottanta Schifano, in un impeto di furore produttivo, intensifica la corposità della pittura, che segue il flusso del pennello in un gesto quasi frenetico. “Schifano è uno dei pochi esponenti della neoavanguardia che non rinuncia alla pittura, ma, cercando dentro di essa nuovi linguaggi, conquista popolarità anche presso il grande pubblico”, conclude Maurizio Calvesi.