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Maxxi - Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo

 Maxxi - Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo

Zaha Hadid, grande firma dell’architettura moderna, realizza a Roma un suo doppio sogno, cioè quello di dotare la città di un primo e fondamentale luogo dove esporre l’arte contemporanea e, parallelamente di costruire un “oggetto” anch’esso dall’alto “artistico”.
Come oramai si fa in diverse parti del mondo , l’oggetto stabile, ovvero il museo entro il quale viene ospitata l’arte è a sua volta concepito come un’ opera che “artisticamente” dialoga nel contesto della città nel quale è calato. Primo insuperabile esempio di questo modo di intendere l’architettura è il Beaubourg di Parigi seguito poi dalle grandi opere di Frank Gehry e di Kenzo Tange ,di Ieoh Ming Pei ecc..
Il Maxxi di Roma diviene quindi anche per il documentarista innanzitutto un oggetto da esplorare, una cassa di risonanza di per se stessa produttrice di emozioni e sensazioni entro le quali vivono altri “strumenti” anch’essi concepiti per emettere una musica propria.
Il Museo nasce, per continuare la metafora, in modo polifonico , quindi una parte destinata ad artisti e ad opere ormai consolidate nella memoria del moderno, ma guarda anche ad altre forme di espressione formale stilistica, quali l’architettura sino a proporsi come uno Spazio anche multimediale di ricerca del nuovo entro spazi in grado di contenerne le sensazioni.

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