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Miltos Manetas: il creatore del padiglione internet alla Biennale di Venezia

Il paesaggio dello schermo è per noi come la natura era per gli impressionisti.  Noi viviamo in contatto col paesaggio dello schermo, per questo ha senso dipingerlo.                                                                                                                                                                                                                                                           Miltos Manetas

 

Di origine greca, vive tra Roma, New York e BogotàMiltos Manetas è un creativo non solo a livello tecnologico, ma anche a livello pittorico: cosi, oltre a dipingere quadri che rispecchiano l’interazione  dell’essere umano con i mezzi tecnologici di oggi, ha anche ideato siti interattivi dove il fruitore ha modo di confrontarsi con il proprio talento creativo: nel 2006 la rivista Time ha scelto il sito  www.jacksonpollock.org creato da Manetas, come uno dei 50 migliori siti del mondo. Collegandosi al sito, ognuno può infatti “giocare a Jackson Pollock”, usando il mouse come un pennello per il famoso dripping e, cliccando sul mouse, anche cambiare colore. Se poi non vi ritrovate ad immedesimarvi nell’artista dell’action painting  e il vostro carattere è più ascetico, Manetas vi soccorre con www.luciofontana.com

Poetizzare e umanizzare il mezzo tecnologico è lo scopo primario della Neen Art Movement, il primo movimento artistico post-internet che Manetas ha fondato e presentato alla galleria Gagosian  a Los Angeles nel  2000. L’artista aveva chiesto al gruppo Lexicon (azienda americana che ha inventato parole come BlackBerry, pentium e powerbook) di proporre una parola che potrebbe contenere la bellezza crescente degli artefatti creati nel mondo virtuale.

L’ultima sua invenzione sono i Blackberry paintings: quadri “invisibili” che consistono nella registrazione dell’atto di tracciare con un pennello sopra una registrazione effettuata con il blackberry.

Ma Manetos e la macchina  non sono da considerarsi un tutt’uno: in quest’intervista esclusiva per RAI ARTE abbiamo modo di ascoltare come l’artista, dopo un lungo periodo di convivenza intensiva con i mezzi tecnologici in un mondo virtuale, a causa di un incidente  ha avvertito l’urgenza di riappropriarsi del proprio corpo nel mondo reale.

Dal 2009 ha avviato un padiglione dedicato totalmente a internet alla Biennale di Venezia. Nell’ultima Biennale ha voluto rivolgersi principalmente a coloro i quali sembrano estranei al suo campo d’azione: agli UNCONNECTED ciòè alle persone che non usano internet.

Il caso ha voluto che  il posto a disposizione per il padiglione fosse una chiesa consacrata, così Miltos ha avuto l’idea di fare celebrare addirittura una messa dedicata  proprio agli unconnected.

Per chi vuole saperne di più : www.miltosmanetas.com

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