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Minus.log: silenzio, luce e materia

«La ricerca di un luogo dove il silenzio prende forma, luce e materia. In cui l’attesa lascia spazio all’osservatore, all’ascolto di ciò che accade».

Se si volesse riassumere in breve, è questo ciò a cui punta il lavoro di Minus.log. Lavoro a quattro mani perché dietro ad esso si celano due artisti che, diversi tra loro come la tesi e l’antitesi di Hegel, hanno trovato la giusta sintesi: Manuela Capucci e Giustino Di Gregorio. Sono loro i Minus.log.

Una collaborazione già consolidata da qualche anno che adesso ha voluto proseguire fondendo le loro arti in una cosa sola. Pittrice informale lei, compositore e video maker lui, si esprimono attraverso le installazioni  audiovisive. I loro primi progetti firmati Minus.log sono stati Menhir e Oblivion (a cui hanno collaborato anche Claudio Pilotti, Luca D'Alberto, Pierluigi Filipponi), mentre ultima installazione audiovisiva è Door. Ad accomunare questi lavori il continuo oscillare tra il buio e la luce, tra il suono e il silenzio. La pausa. Quella che può prendersi l’osservatore per ascoltare se stesso e le sue emozioni.

Simile è l’invito al fruitore del loro nuovo lavoro, ancora in progress, Cure. Un progetto che vuole parlare della cura e del tempo. Del tempo che ci mette una ferita a chiudersi e di quanto, in quel tempo, ci sia lo spazio per ciascuno di noi per riflettere, per osservare. Una fase di stallo, quella «della ferita che non sanguina e –ancora – non si rimargina», che sembra riprendere quella frazione di secondo che nelle loro video installazioni segna il passaggio tra il suono e la pausa, tra  il vuoto e il pieno. Il tempo per prendersi cura di sé, come gli artisti fanno con la loro opera d’arte. In questa intervista, Manuela Capucci si racconta e ci racconta: di Minus.log, della loro arte e del loro modo di prendersene cura.

Per saperne di più: http://www.minuslog.it

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