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Neon. La materia luminosa dell`arte

La ricerca della luce è da sempre una delle grandi sfide affrontate dagli artisti, impegnati a catturarne il valore simbolico e concreto.

Dalla metà del XX secolo, le novità tecnologiche offrono nuovi percorsi. Tra questi, l’invenzione del neon, che ha oggi circa 100 anni, si è rivelata una delle più interessanti. L’arte si appropria di questa nuova “materia” ricca di potenziale espressivo e la trasforma in un medium carico di valenze e significati.

La mostra proposta dal MACRO di Roma offre una ricognizione della fortuna dei tubi fluorescenti nel panorama artistico internazionale, disegnando un percorso attraverso poetiche, visioni e sensibilità diverse accomunate dall’attrazione per le possibilità espressive di un materiale estremamente versatile, in cui si combinano origine industriale e realizzazione artigianale, dimensione architettonica e linguistica, immagine e parola, luce e spazio.

Materiale estremamente duttile, capace di offrire ampie possibilità di utilizzo, un’intensa gamma di colori, una speciale capacità di trasformarsi in segni, lettere, numeri e forme, il neon è diventato, dagli anni Cinquanta, protagonista di un ampio filone di produzione artistica.

Attraverso una selezione di opere di maestri contemporanei la mostra restituisce le diverse prospettive dalle quali gli artisti si sono confrontati con il neon, mettendo in rilievo l’importanza della specificità del contributo italiano alla fortuna artistica di questo mezzo e proponendo temi ricorrenti legati al suo utilizzo: la relazione con le insegne pubblicitarie, la diffusione su scala globale, l’espressione di una dimensione intima e l’accostamento a temi di natura politico-sociale, il rapporto fisico, mentale e illusorio con lo spazio, il potere evocativo della parola, la tendenza all’astrazione geometrica, il contributo decisivo dei primi artisti che hanno scelto il neon come mezzo espressivo d’elezione.

Bartolomeo Pietromarchi, direttore MACRO, illustra le linee guida della mostra.

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