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Nuovi scenari per le imprese culturali nel rapporto annuale di Federculture

In occasione della presentazione  del 13° RAPPORTO ANNUALE FEDERCULTURE 2017 “Impresa Cultura. Gestione, Innovazione, Sostenibilità” al Palazzo delle Esposizioni di Roma Rai Arte ha potuto approfondire i punti salienti del rapporto con Claudio Bocci, Direttore di Federculture e Pierpaolo Forte, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee a Napoli.


Federculture nasce nel giugno del 1997 ed è a oggi l’associazione che rappresenta le più importanti aziende culturali del Paese, affermando e sostenendo il ruolo dell’impresa nella gestione dei beni e delle attività culturali come fattore di progresso del settore.


La Federazione stila ogni anno il rapporto annuale che quest’anno riguarda gli investimenti delle imprese nel settore culturale e le dinamiche politiche, legislative, amministrative ed economiche che si intrecciano, coinvolgendo i territori e i cittadini.

Dopo anni di incertezze derivanti dalla crisi che ha investito il nostro Paese, si registra un aumento della spesa e dei consumi dei beni culturali che ha portato ad una maggior partecipazione dei cittadini.

I dati confermano che i cittadini tornano a spendere in cultura: 68,4 miliardi nel 2016 - l’1,7% in più sul 2015 e il 7% in tre anni - recuperando circa 4 miliardi dopo il crollo dei consumi del 2013. Gli italiani tornano anche a teatro (+2%), al cinema (+5%), al museo (+4%) e ai siti archeologici (+5,4%).

Nonostante questa ripresa la crisi invece non abbandona altri settori: solo il 40,5% degli italiani legge almeno un libro l’anno e appena l’8,3% lo fa in formato e-book.

La crescita economica e culturale coinvolge però una fascia della popolazione. Gli italiani che in un anno non svolgono alcuna attività di tipo culturale sono il 37,4%, ma questa percentuale nelle famiglie a basso reddito raggiunge e supera il 50%. Si può parlare di una vera e propria ‘esclusione culturale’.

Aumentare la partecipazione culturale dei cittadini e l’accesso diffuso ai beni e alle attività culturali è una delle priorità fondamentali che risulta da questo rapporto.


Bisogna coinvolgere il pubblico, avvicinandolo anche attraverso nuovi linguaggi e nuove tecnologie.


Ne è un valido esempio l’esperienza del Museo Archeologico Nazionale di Napoli che, primo museo al mondo, ha commissionato la realizzazione di un videogioco, “Father and Son”,  connesso alla storia del museo. Da aprile 2017 il gioco, realizzato dal game designer Fabio Viola, è stato scaricato oltre un milione e duecentomila volte nel mondo, ed è previsto il rilascio del secondo episodio nella primavera del 2018. Per completare il videogioco bisogna recarsi fisicamente al museo MANN e, fino ad oggi, almeno 10.000  “giocatori” hanno acquistato il biglietto.


Il rapporto di FEDERCULTURE 2017 lancia un messaggio chiaro: una gestione moderna, efficace e sostenibile del patrimonio e delle attività culturali può costituire l’elemento chiave per lo sviluppo del settore, producendo valore non solo economico ma anche sociale nel Paese, innescando dinamiche positive nell’ambito dei territori, con benefici effetti sulla crescita locale e sull’occupazione.

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