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ORLAN. Il corpo come scultura

Il corpo, la sessualità, gli stereotipi di bellezza, le imposizioni culturali, politiche, religiose, e l’ampia simbologia che va dalla metamorfosi all’ibrido. L’artista francese ORLAN, a vent’anni dalla prima antologica nella Capitale, è in mostra al Macro con l’esposizione VideORLAN-Tecnobody che ripercorre la sua singolare e controversa avventura artistica: dalle prime sculture fotografiche, alle performances registrate su video, fino alle ultime opere che usano la realtà aumentata e il 3D. ORLAN ha iniziato le sue prime performances nel 1964, con alcune bizzarre operazioni estetiche come quella di misurare spazi cittadini con il suo corpo. La sua prima performance chirurgica risale invece al 1978, metodicamente filmata in video. Sono le opere più radicali, estreme, ma anche le più note di ORLAN, quelle in cui l'artista plasma chirurgicamente il proprio corpo come una materia per analizzare, contestare “l'ideale” di bellezza. Una ricerca, quella di ORLAN che si è mantenuta sempre fedele a se stessa e che "combinando insieme l'iconografia barocca, la tecnologia medica e informatica, il teatro e le reti di comunicazione di massa sfida la concezione tradizionale di bellezza e il concetto occidentale di identità e alterità".

ORLAN è stata insignita del Premio Internazionale Ipazia all’Eccellenza femminile 2017. Questo il consiglio dell’artista: “Ragazze, non abbiate paura: siate consapevoli della situazione in cui vivete, non cadete negli stereotipi in cui la società vuole inserirvi, fate sentire la vostra voce”.

Rai Arte ha incontrato l'artista francese in occasione della mostra VideORLAN-Technobody, allestita presso il MACRO di Roma nel 2017

 

 

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