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Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 ed i suoi ricordi futuri tra diaspora e Shoah

Tra le prime iniziative di Palermo Capitale della Cultura Italiana 2018, ecco una mostra davvero meritevole di attenzione: "Ricordi Futuri 3.0. Diapore in terra di Sicilia".

Un’esposizione originale e multimediale con installazioni, oggetti simbolici ed opere d’arte contemporanea, video e proiezioni, armonizzati in un percorso narrativo che conduce ad un’esperienza avvolgente - a tratti graffiante, a tratti subliminale - e di grande effetto emotivo che ha  al centro la memoria della Shoah, che in Sicilia si arricchisce di documenti e materiali storici inediti, come le lettere di espulsione dei professori universitari – tra gli altri, il grande fisico Emilio Segre, il biochimico Camillo Artom e l’oncologo Maurizio Ascoli - durante il ventennio fascista. In mostra anche una videointervista a Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti, che è appena stata nominata senatrice a vita.

RICORDI FUTURI 3.0” guarda al passato, ma lo coniuga col presente, rintracciando il dolore di ieri tra i migranti di oggi. Opere come “Legami” di Paolo Amico centrano la fusione tra ieri e oggi: un barcone del 1947 Exodus, riprodotto a penna sfera. Metà è in bianco e nero, che accoglie gli ebrei sfuggiti allo sterminio, migranti verso la Terrasanta; l’altra metà è a colori, carica di uomini i cui giubbotti di salvataggio arancioni rimandano ai fatti di cronaca.

Noi ci siamo fatti raccontare l' esposizione dal curatore Ermanno Tedeshi e da Antonio Ticali, sovrintendente della Fondazione Sant' Elia

Palermo, Palazzo  Sant' Elia.

Fino al 24 Marzo

 

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