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Progetto per canoa, di Gilberto Zorio

Gilberto Zorio, trasporta lo scafo di un kayak nel mondo dell'arte "che è sempre un mondo di viaggio". La memoria va agli scafi di alcune navi da guerra, luccicanti come pesci, come esseri viventi. Il risultato è una scultura che ingloba la luce e la restituisce, pulsa ed è vitale. Negli anni settanta nelle opere di Zorio ricorrevano spesso le stelle, le lance, le pelli di animale. A partire dagli anni ottanta, invece, la sua ricerca si concentra sulla luce e sull'energia ottenute attraverso fonti energetiche e reazioni chimiche, come nel caso del kayak. La materia, come la luce, per Gilberto Zorio, non è mai metafora, ma pura forza, combinazione di tensioni energetiche. Zorio è tra i primi a emergere dal gruppo che Germano Celant battezzerà Arte povera. la prima mostra personale risale al 1963, alla Piccola galleria d'arte moderna di Torino. Il 1969 è l'anno della prima personale presso la rinomata galleria parigina di Ileana Sonnabend.

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