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Quel gioiello al Cairo restaurato dagli italiani

E' piuttosto noto, tra addetti ai lavori e non, che una delle eccellenze italiane in campo culturale è e resta quella del restauro. Nonostante una sempre più marcata scarsità di risorse che ne rende sempre più complesso il lavoro, i restauratori italiani continuano infatti a fare un lavoro davvero prezioso sia in Italia che all'estero.

Tutto ha inizio nel lontano 1975 quando al Cairo, ai piedi della Cittadella, Carla Burri,  che all'epoca dirigeva il nostro Istituto Italiano di Cultura, visita il teatro dei Dervisci Danzanti o per  meglio dire  le rovine che ne restano. Esso faceva parte di un  complesso architettonico che fu donato ai Dervisci nel 1607 dal principe Sinan. Dopo un lavoro ultraventennale, il teatro è tornato a splendere ed i dervisci a danzarvi ma il restauro ha messo in luce e salvato altri gioielli di quell'imponente costruzione e soprattutto dato vita ad un cantiere -  scuola  che ha formato e dato lavoro a decine di giovani studenti ed artigiani egiziani. Di questo piccolo-grande successo italiano ci racconta proprio l'egittologo prof. Giuseppe Fanfoni.

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