Ritratti d’artista. Alessandro Scarabello

Attualizzare la pittura. Restituire a questo linguaggio la forza della denuncia sociale, dello smascheramento dei falsi idoli, della consapevolezza della vanità umana, con uno sguardo al passato e gli occhi puntati sul futuro. Sembra essere questo il motore primo del lavoro di Alessandro Scarabello (Roma, 1979), giovane pittore romano che dimostra già profonda consapevolezza di sé e della sua arte.
Nel disordine del suo studio, dove nessun oggetto è al suo posto, Scarabello ci accompagna in un viaggio nell’evoluzione del suo lavoro. Un inizio figurativo di stampo realista, un’incursione nel tessuto sociale della sua città, tra persone comuni, lavoratori, operai, immigrati. Una riflessione sui volti delle persone, specchi di anime che cercano il modo migliore per stare al mondo.
Un passaggio attraverso inquietudine, malessere, disagio, che caratterizzano la nostra società. Un’immersione nello strapotere dei media che condizionano comportamenti e relazioni sociali. Una riflessione sulla fragilità dell’animo umano e la conseguente crisi di valori, che divengono protagoniste sulla tela.
La denuncia di Scarabello non si ferma all’iconografia ma passa attraverso la tecnica. Dopo un inizio realistico, l’artista si muove verso uno stile visionario e surrealista, un linguaggio pittorico sempre più vicino alla lezione di Francis Bacon, per la quale la deformazione delle figure corrisponde alla deformazione dell’anima. Pennellate veloci, colori forti e violenti, acrilico e olio sovrapposti, contorni accennati, particolari sintetizzati quanto possibile oppure enfatizzati fino all’estremo, spettacolarizzano il racconto e rendono il linguaggio più immediato, al fine di arrivare a percepire i sentimenti più veri e “lo stato crudo delle cose”.
Una pittura diretta, mai compiacente quanto piuttosto fastidiosa, inquietante, spietata nel denunciare la fragilità dell’animo umano.

Commenta

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo