Seguici    
Accedi

Effettua il LOGIN

Hai dimenticato la password?
REGISTRATI ADESSO!

oppure accedi tramite...

 

Sasha Huber. Sparando contro la storia

L’artista Sasha Huber, per metà svizzera e per metà haitiana, vive a Helsinki da più di dieci anni con il suo marito finlandese.

Le origini haitiane hanno avuto una grande influenza non soltanto sulle le sue opere ma anche sul metodo che usa per realizzarle. Dalla frustrazione di non poter tornare a Haiti, sconsigliata dalla sua madre perché pericoloso, nasce la voglia in qualche modo aggressiva dell’utilizzo di uno strumento poco tradizionale nell’arte, la sparapunti.

Un metodo che può sembrare violento e maschile, tanto che spesso chi non la conosce  d’istinto crede che l’artista  sia un uomo, anche se le sue opere realizzate con la sparapunti in molti casi trasmettono una morbidezza molto femminile. Ma cosa determina che un opera d’arte sia considerata femminile o maschile?   Sasha Huber si è posta la domanda realizzando l’ opera Mr. Sasha Huber, documentata da video e foto dove si trasforma da donna in uomo.

Nella ricerca sui suoi radici haitiane ha indagato in particolare su un suo connazionale svizzero del diciannovesimo secolo, il glaciologo e scienziato Louis Agassiz,personaggio illustre  al livello mondiale a tal punto che nel mondo esistono più di 50 luoghi che portano il suo nome. Ha scoperto che lo scienziato, oltre ai suoi meriti indiscutibili come glaciologo, tentò  anche in parallelo con le sue ricerche di dimostrare l’inferiorità della razza nera, fotografando più di 200 volte schiavi africani, forzandoli a farsi ritrarre nudi. Sacha ha così deciso di agire organizzando una spedizione simbolica  per  cambiare nome alla montagna svizzera chiamata Agassizhorn . Portò a 3425m di altezza delle alpi svizzere un targa commemorativa in onore di uno di questi schiavi umiliati da Agassiz, il congolese Renty. Ha documentato l’impresa con il suo lavoro Rentyhorn.

Un altro lavoro sul concetto di eredità culturale, con connotazioni più positive, è il suo video “Remedies” ossia Rimedi fai-da-te. Un progetto in realtà nato dal fatto che suo nonno le consigliò un rimedio casalingo per un malessere che poi ha funzionato. In seguito l’artista dopo una ricerca complessa in cui ha coinvolto soggetti di  vari paesi, ha messo in scena 20 rimedi  fai-da-te, scoprendo che in realtà erano metodi molto simili nonostante i contesti sociali e geografici diversi.

Per saperne di più http://www.sashahuber.com

Tags

Condividi questo articolo

Inserisci il codice nel tuo articolo