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Ugo Mulas: l`arte in uno scatto

Mulas non si fece mai affascinare dal colore e lavorò tutta la vita con il bianco e nero. Riuscì a tirare fuori tante gamme cromatiche dal monocromo. Il colore avrebbe confuso l'immagine. Secondo Giulio Carlo Argan, Mulas fu “il primo a mettere ordine in quella landa desolata che è la fotografia”, studiando a fondo le strutture della semiotica fotografica e il loro rapporto con la rappresentazione artistica, di cui la fotografia è la continuazione. Dopo le istantanee dei primi anni Mulas punta a cogliere il fare dei suoi soggetti, soprattutto artisti al lavoro. Fotografò Lucio Fontana mentre tagliava le sue tele, rivelando il gesto nel suo svolgersi, perché il taglio finale non era l'essenza del lavoro di Fontana, era solo il risultato finale. Spiegando questa serie di sactti, Mulas spiegò come il fotografare fosse “uno studio del comportamento”. Poi ci fu l'incontro con Andy Warhol ("potevo fare di lui quello che volevo") e Jasper Johns, a partire dal 1964. Dall'esperienza americana nacque un libro, la testimonianza viva dell'avanguardia artistica americana. E ancora Marcel Duchamp, Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg e Leo Castelli, i principali esponenti dell'arte del secolo scorso, tutti, catturati dal suo obbiettivo.

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