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Edgar Degas

Edgar Degas

“Un tipo originale, questo Degas, un malato, un nevrotico, un oftalmico sino al punto d’aver paura di perdere la vista; ma, con ciò, un essere eminentemente sensibile e ricettivo al contraccolpo della natura delle cose. Sinora è la persona che ho visto cogliere meglio, nella traduzione della vita moderna, l’anima di questa vita” (E. e J. De Goncourt, Journal, 13 febbraio 1874).  

Edgar Germain Hilaire Degas - Parigi 1834-1917 

Edgar Degas nasce a Parigi nel 1834. Figlio di Auguste, un banchiere di origine italiana e di Célestine Musson, di origine creola, Edgar eredita dal padre la passione per l’arte: grazie a lui frequenta spesso il Louvre, dove si cimenta nella copia, e conosce alcuni celebri collezionisti parigini. Così, abbandonati gli studi universitari in giurisprudenza per inseguire la sua vera passione, inizia a frequentare i corsi di pittura di Louis Lamothe, artista apprezzato all'epoca e allievo di Ingres, che riuscirà ad infondergli l’importanza che quest’ultimo attribuiva al disegno. Nel 1856 Degas è in Italia, per visitare la famiglia d’origine e per studiare i maestri italiani: visita chiese e musei, scopre Botticelli, Raffaello, Michelangelo e i grandi maestri del Rinascimento. Nel 1859 rientra a Parigi e lascia la casa paterna per aprire un proprio studio in rue Laval; dipinge La famiglia Belelli (1862, Parigi, Museo d’Orsay), in cui è raffigurata la famiglia degli zii in maniera inedita e anticonformista a partire dalla scelta di ritrarre il gruppo nel proprio ambiente domestico, in attitudini semplici e quotidiane e per il marcato utilizzo del colore nero. Intanto l’artista esce da quel mondo borghese in cui era stato allevato e inizia a frequentare i caffè e stringere amicizia con altri pittori. Al 1862 risale l’incontro con Manet e con il gruppo degli Impressionisti, di cui organizzerà le mostre dal 1874 al 1880. In questi anni affronta diversi soggetti e sperimenta una sorprendente varietà di tecniche artistiche: pittura ad olio, à l’essence su carta, acquarello, incisione, scultura e soprattutto il pastello, che gli consente la rapidità desiderata e con il quale raggiunge livelli di assoluta maestria. Nel 1872 Degas parte col fratello René per New Orleans, città di origine della madre e dove, nonostante la nostalgia per la vita parigina, dipinge, accanto a vari ritratti, il celebre L’ufficio dei cotoni a New Orleans (Parigi, Orsay). Nel 1874 espone alla prima mostra degli impressionisti, tuttavia è lontanissimo dalla poetica dei compagni. Oltre al moto guizzante dei cavalli, che rende con tagli compositivi e nuovi e con segno rapido, è attratto dal mondo del teatro: cantanti, musicisti, ballerine; queste ultime saranno il soggetto ricorrente della sua pittura sino alla fine, ritratte anche in scultura (Ballerina di 14 anni, in bronzo col tutù in tulle e relativi modelli). Oltre alle ballerine, Degas raffigura stiratrici, modiste, colte con vena realistica nell’immediatezza di un gesto, modellate nella luce. Dopo il 1886, deluso dalla reazione della critica ai suoi nudi, Degas non partecipa più ad alcuna mostra, rifiutando anche l’invito all’Esposizione Universale del 1889; abbandona la vita mondana per rinchiudersi in una cerchia limitata di amici, scrittori, artisti, collezionisti. Nell’ultimo periodo (smette di dipingere nel 1912 a causa di problemi alla vista) Degas privilegia sempre più gli aspetti astratti della sua arte: il colore diventa spesso dominante, mentre si accresce anche il vigore espressivo della linea. Affascinato dalle possibilità offerte dalla fotografia, acquista una macchina, dedicandosi anche allo sviluppo e all’ingrandimento delle stampe. Negli ultimi anni Degas è sempre più isolato, per sua scelta ma anche per effetto delle sue prese di posizione: l’antisemitismo espresso in occasione del caso Dreyfus gli aliena, definitivamente, le simpatie di molti.

Degas e l`Italia

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La prima mostra impressionista era stata organizzata nel 1874 nello studio del fotografo Nadar. A 140 anni di distanza, vi proponiamo un piccolo focus su Edgar Degas: uno dei pittori più amati di questo movimento, soprattutto per i soggetti dei suoi dipinti. Aveva iniziato a dipingerli per sopperire ...

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Quando Degas era a Torino

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Nel 2012 dopo il confronto tra Burri e Fontana e il successo di Hayez alla Pinacoteca di Brera Skira Editore proponeva la prima grande antologica torinese dedicata a Edgar Degas. Degas, capolavori dal Musée d’Orsay  alla Palazzina della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino. La mostra è nata ...

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