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Andy Warhol

Andy Warhol figlio immigrati slovacchi, famoso in tutto il mondo, noto come  artista, fotografo, regista, designer e illustratore, ma soprattutto come il papa della Pop Art,  nasce  il 6 agosto 1930 a Pittsburgh in Filadelfia.

Andrew Warhola manifestò fin da piccolo alcuni tratti del carattere che lo accompagneranno per il resto della vita: sin dall`età di sei anni colleziona fotografie di star del cinema, non solo perchè attratto dalla fama, ma anche compulsivamente spinto a raccogliere e accumulare, come per esorcizzare la miseria e la costante privazione in cui è costretto a vivere; a partire dagli otto anni, durante le vacanze estive, soffre di convulsioni che lo isolano dagli altri. Dopo gli studi al Carnegie Institute of Technology, nel 1949 si trasferisce a New York dove lavora come grafico pubblicitario. Warhol si inserisce ben presto nel patinato mondo dell’editoria newyorkese: collabora con Harper`s Bazaar, Vogue, Glamour e col sofisticato New Yorker, lavorando contemporaneamente per i più lussuosi negozi della città (Tiffany, Bergdorf & Goodman), per i quali allestisce le vetrine e crea annunci pubblicitari. Nel 1952 la sua prima mostra personale viene ospitata alla Hugo Gallery di New York: quindici disegni ispirati agli scritti di Truman Capote, di cui, fra alti e bassi, rimarrà a lungo amico; nel 1954 tiene una personale alla Loft Gallery di New York. Da allora i riconoscimenti si moltiplicano e con essi il lavoro prende slancio. Agli anni ’60 risalgono i primi dipinti dedicati al mondo dei fumetti e della pubblicità, incentrati sulla ripetizione di immagini già ampiamente diffuse dai mezzi di comunicazione di massa e largamente fruite dalla collettività. Si tratta inizialmente di Dick Tracy, Popeye, Superman e delle prime bottiglie di Coca-Cola, ai quali si aggiungono, a partire dal 1962, la serie dei dollari, delle zuppe in barattolo Campbell, le prime Marilyn. Il suo lavoro viene di solito collegato alla pop art, nella sua linea di social criticism, di riflessione sulla condizione e sulle contraddizioni dell’uomo contemporaneo; in realtà la produzione di Warhol, che si configura come una sorta di arte industriale, costituisce un fenomeno eccentrico, ma esemplare, nel sistema artistico contemporaneo. “Come si può dire – affermò lo stesso Warhol – che uno stile è migliore di un altro? … questo stile o quello, questa o quella immagine dell’uomo, non fa nessuna differenza”. Dal 1963, con la famosa Factory, dà inizio a un’intensa produzione di film, come Sleep, Empire, Chelsea Girl (il primo film che gli guadagnerà il successo di pubblico), Four Stars, Blue Movie, Flesh, Trash, Warhol`s Frankenstein e Andy Warhol`s Dracula, Andy Warhol`s Bad; nel 1973 recita anche in Identikit (The Driver`s Seat). Divorato dall`ansia, terrorizzato dalla morte, incapace di vivere solo con se stesso, Warhol sembra essere il più perfetto esponente della New York nevrotica, pansessuale e amfetaminica degli anni Sessanta. La Factory diventa un punto di riferimento per la New York più alla moda di quegli anni e Warhol promuove il gruppo rock dei Velvet Underground, di cui fa parte il giovane Lou Reed. In questi anni si dedica sempre più al cinema e sempre meno alla pittura, tanto che nel 1965 annuncia il suo ritiro da essa.

 

Nel 1968, trascorre due mesi in ospedale, in fin di vita per le conseguenze di un attentato a opera di Valerie Solanis, fondatrice e unico membro della Scum (Società per l’eliminazione fisica degli uomini). Dopo un periodo in cui si era prevalentemente dedicato ai film, all`inizio degli anni Settanta Warhol si riaccosta con entusiasmo anche alla pittura: abbandonati i soggetti tratti dai media, esegue in prevalenza ritratti di celebrità servendosi di fotografie scattate personalmente con una Polaroid. Dal 1972 sino alla morte Warhol esegue dai cinquanta ai cento ritratti ogni anno, componendo una sorta di ideale galleria dell`eterogeneo popolo del jet set internazionale: sfilano davanti al suo obiettivo Truman Capote, Mick Jagger, Michael Jackson, Chris Evert, Sylvester Stallone, Liza Minnelli, ma anche tanti sconosciuti, come i travestiti neri della bellissima serie provocatoriamente intitolata Ladies and Gentlemen. Ricoverato al New York Hospital per essere operato alla cistifellea, muore in circostanze che saranno oggetto di un`inchiesta giudiziaria il 22 febbraio del 1987.